VERSO MELFI -MATERA. Andres Garrone ricorda la sfida del 2002/2003

“Si chiama Garron Garron, e sckatt u pallon pallon”….

Era questo il tormentone degli ultras materani. Andres Garrone indimenticato attaccante del Matera nelle annate 2001/2002 e 2002/2003 in serie D. Anni in cui il Matera tentò il ritorno tra i professionisti dopo un periodo buio culminato nella retrocessione in Eccellenza. Da lí nacque il Materasassi che riportò i biancazzurri nell’Interregionale e dopo un anno di transizione, Matera iniziò a fare la voce grossa.

L’argentino Garrone giunse a Matera nel 2001 e in quella stagione collezionò 7 reti per poi farle diventare 15 nella stagione successiva. Proprio al Matera targato Nicoletti, stagione 2002/2003 appartiene il ricordo di Andres circa la sfida a Melfi che valeva un’intera stagione per i biancazzurri e che come quest’anno vede le due cittá ai primi posti della classifica contendersi il salto di categoria.

Trasferta sfortunata a cui però la città rispose presente.

Diciassette autobus di tifosi al seguito di Garrone e compagni. Il clima si dimostrò teso fin da subito. Ci furono infatti tafferugli tra tifosi materani e forze dell’ordine già alla partenza in quanto numerosi tifosi biancazzurri erano sprovvisti di biglietto.

Il ricordo di quella giornata, amara per i colori materani ma affascinante per il ricordo di un calcio che fu, è affidata all’attaccante Andres Garrone ai microfoni di Lucaniasport:

“Dopo la vittoria per 3-0 dell’andata dove chiudemmo il girone di andata primi in classifica , il ritorno fu una catastrofe. Avevamo perso a Casarano e avevamo poi lasciato punti scatenando le ire dei tifosi culminate con l’invasione di campo contro il Trani. Nonostante tutto arrivammo a Melfi potendocela ancora fare.

Purtroppo si mise subito male,infatti dopo 5 minuti venne espulso un nostro giocatore e con un uomo in meno diventò tutto difficile. Quando fecero goal finí il nostro campionato. Un vero peccato perché la città di Matera meritava di andare in C2. Ho un ricordo meraviglioso della città, uno stadio bellissimo ed è stata la prima squadra italiana per me. Ricordo tutti i miei compagni, molto forti, Fanfani, Donadoni, Insanguine, Digno, Marsico e tutti gli altri. È stato un peccato non raggiungere gli obbiettivi. Eravamo una squadra davvero con le potenzialitá per vincere il campionato. Ricordo con molto affetto Matera e quando sono ritornato in Argentina feci un ultimo giro per Roma prima di prendere l’aereo e vidi in piazza San Pietro il presepe di Matera. Con la mia famiglia ci commuovemmo ritenendolo un addio della città che per prima mi aveva accolto e che ora mi salutava. Un abbraccio a tutti i tifosi del Matera”.

Tifosi materani a Melfi nel 2003 su gentile concessione di Materacalciostory.it

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