AMARCORD: 9 Maggio 1999, il Ferrandina è in serie D

Molti dei giocatori che ieri hanno festeggiato la salvezza del Ferrandina, dopo un’estenuante match di 120′ contro il Moliterno, non erano neanche nati quel 9 Maggio 1999. Altri erano piccolissimi. Altri ancora invece, ad iniziare da mister Vincenti, quel giorno se lo ricordano bene essendo stati protagonisti di una cavalcata straordinaria e che si può trascrivere negli annali più belli dell’Eccellenza lucana. Un po’ come se quest’anno una squadra partita per salvarsi (il Ferrandina) avesse vinto il campionato a discapito del Matera Grumentum ( nel 1999 c’era la corazzata Materasassi). E non è stato un sogno ma una realtà consolidata giornata dopo giornata.

Quel Ferrandina del presidente Loponte targato 1998/1999 partiva da lontano, dalla scuola calcio storica del maestro Antonio Lacava (più noto oggi per il suo Bibliomotocarro) capace di vincere, con quei calciatori, anche un campionato regionale juniores.

Quel nucleo storico del calcio ferrandinese, alacremente selezionato dal maestro Lacava, univa vecchie a nuove generazioni di giocatori che sbaragliarono i campionati regionali dalla terza categoria fino all’Eccellenza in pochi anni (senza dimenticare che poco più di dieci anni prima Ferrandina aveva sfornato giocatori del calibro di Paolo Pavese che scrisse belle pagine di storia nel Matera di serie C e B).

A dire il vero il miracolo Ferrandina si era già intravisto 3 anni prima, nel campionato 1995/1996 quando al già consolidato nucleo storico si aggiungevano giocatori di fuori paese del calibro di Innella, Angelino,Parente, Albano e del ferrandinese Montemurro,del portiere Abbrescia e di un giovane Saverino Ciardiello che iniziava a distinguersi nel massimo torneo regionale. Quel Ferrandina, a detta di molti, il più forte della storia del calcio locale, si arrese solo al Villa d’Agri di Ranko Lazic e i suoi vari Cirigliano e Sanchirico che vinsero per due soli punti in più al Ferrandina di Pavese il campionato di Eccellenza. Il Ferrandina poi si arrese agli spareggi nazionali contro l’Interamnia San Giacomo di Termoli solo per via dell’1-1 casalingo e dello 0-0 in terra molisana.

Tre anni dopo, alla corte di mister Antonio Stigliano (già direttore sportivo che costruì proprio quel Ferrandina del 1995/1996) approdavano parte dei giocatori ormai storici e nuove leve, alcune delle quali scelte personalmente dal mister e tutte provenienti dai paesi limitrofi (Bernalda e Salandra). Si ricongiunse al gruppo Saverino Ciardiello e fu per i ferrandinesi un graditissimo ritorno quello del forte materano.

Mister Stigliano poteva contare su elementi di sicuro valore come Ciardiello,Mattei, Ponzio, il velocissimo Pietro Silletti (che ad anno in corso si trasferì al nord Italia), Vincenti e Mastrangelo, difensore scoperto proprio da mister Stigliano. Ma il mister ci vide lungo quando fece approdare nella cittadina della Valbasento il giovane difensore bernaldese Christian Chiruzzi che da quel campionato in poi fece parlare di sé. L’ organico poi comprendeva i portieri Marino e Castoro, i fratelli Angelo e Salvatore Pennuzzi, i bernaldesi Busco e Pizzolla, i salandresi Grillo,Marraudino e Martemucci oltre ad altri ferrandinesi come Loponte,Marsella,Recchia e l’ultimo arrivato Damiano Calabrese unico proveniente da fuori regione più un parco under interamente ferrandinese.

Ai nastri di partenza il Ferrandina altro non poteva sperare che in una salvezza tranquilla in quanto,quella di tre anni prima era stata una squadra composta da top player con Innella su tutti mentre l’edizione 1998/1999 vedeva giocatori sconosciuti a rimpiazzare quei “forestieri” di qualche anno prima. La piazza era scettica e la stessa dirigenza non chiedeva altro che una improbabile salvezza.

Il campionato che si apprestava ad iniziare vedeva una corazzata chiamata Materasassi su tutte. Era il Matera che rinasceva dalla fusione dell’Atletico Matera e dello Scanzano, che doveva fare dimenticare ai tifosi la debacle dell’ Fc Matera, appena retrocesso dalla D ma già da tempo abbandonato dai supporters biancazzurri che ora speravano di ritornare nei campionati interregionali.

Oltre al solito Villa d’Agri vi era il Vultur Rionero della coppia goal Marolda-Giuralarocca ad ipotecare il salto di categoria. Il Ferrandina non era considerato neanche una outsider (ruolo dato al neopromosso Pisticci )pur essendosi sempre comportato più che dignitosamente in ogni sua partecipazione nell’Eccellenza lucana dal 1994/1995 in cui vi era approdato.

Il campionato iniziò nel migliore dei modi e alla seconda giornata il Ferrandina espugnò il campo di borgo La Martella (il XXI Settembre ridivenne agibile poche giornate dopo) infliggendo uno 0-2 al favoritissimo Materasassi. Nel derby contro i cugini del Pisticci di bomber Agneta invece il Ferrandina impattò non andando oltre lo 0-0.

Il girone di andata fu un’ autentica sorpresa per l’Eccellenza lucana con il Ferrandina che raggiunse la vetta battendo il Villa d’Agri e chiudendo il girone con due sole sconfitte (a Rionero e in casa contro il Lagonegro).

Il girone di ritorno vedeva lanciatissime Materasassi, Ferrandina e Vultur Rionero. Alla terza di ritorno, dopo il pareggio in rimonta contro il Materasassi al Santa Maria, il brusco stop per i rossoblù che, sconfitti malamente per 3-0 a Pisticci, lasciavano il primato e vedevano ridimensionato il proprio sogno. Ma da quel momento in poi il Ferrandina non perse più inanellando uno score impressionante di vittorie consecutive che portarono mister Stigliano e Company alla decisiva sfida di Villa d’Agri, alla penultima giornata. Ai rossoblù serviva non perdere per mantenere il vantaggio minimo da bissare all’ultima in casa contro il già salvo Pescopagano.

Da Villa d’Agri il Ferrandina uscì indenne mantenendo lo 0-0 in uno stadio completamente pieno di tifosi rossoblù al seguito.

L’ultima giornata prevedeva Ferrandina-Pescopagano e Materasassi-Vultur Rionero. Al Ferrandina serviva la vittoria per mantenere il punto in più sui bianconeri vulturini.

Tremila spettatori al Santa Maria non si erano (e non si saranno) mai (più)visti. L’impianto, allora in terra battuta e senza tribuna coperta, rimaneva comunque uno dei più ampi in regione e la gente affollò le gradinate creando un colpo d’occhio inverosimile in quanto, superata la capienza degli spalti, si riempí piano piano in tutto lo spazio circostante.

La vittoria per 3-0 portò per la prima ed unica volta i colori rossoblù nel campionato di serie D. Il miracolo di mister Stigliano era reale, sotto gli occhi dei 3000 del Santa Maria , divenuti almeno 5000 la sera per le vie del centro cittadino allo scoppiar della festa, con l’intera squadra e staff sul palco a ricevere il meritato tributo della folla.

Da quel momento il Ferrandina, dopo la rapida retrocessione dalla serie D l’anno successivo, ha sempre navigato in acque poco tranquille e tra alti e bassi si è arrivati alla festa salvezza di ieri che, ironia della sorte, cade esattamente 23 anni dopo quella della storica promozione in serie D.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...