SERIE D: verso Gladiator-Matera

di Giuseppe Casamassima

Ognuno di noi punta alla vittoria, ma la vittoria tante volte non sta nell’arrivare primo, consiste solo nel partecipare e nel dare il meglio di sè. Tante volte, nonostante si vorrebbe vincere, non si riesce a provare la soddisfazione di ottenere i tre punti per smuovere la classifica e la cosa da fare in quel momento non è deprimersi e rammaricarsi su quello che non si è fatto ma è riflettere su ciò che veramente è importante e su ciò che non si deve più fare.
La sconfitta di domenica contro il Nardò deve servire soprattutto a scuotere i biancoazzuri e tutto l’ambiente che lo circonda. La prova opaca rispetto a Molfetta, deve convincere la dirigenza ad un ulteriore sforzo per completare un organico che risulta lacunoso in alcuni reparti, specie quello offensivo e gli esterni di centrocampo. Questi ultimi necessari per aiutare a far salire il baricentro della squadra, evitando un lavoro doppio ai centrocampisti e agli straordinari la difesa. Le sconfitte fanno parte del gioco, ci possono stare, contro il Nardò poteva benissimo finire in parità, infatti, prima della punizione finita in rete sul secondo palo con qualche responsabilità del portiere materano, le due formazioni si erano date battaglia soprattutto a centrocampo senza mai tirare in porta. Una partita combattuta con supremazia territoriale della squadra ospite. Messa bene in campo da Ragno che conosce molto bene questa categoria e soprattutto cinica nel gioco di interdizione che ha saputo condizionare l’arbitro in diverse occasioni come quella che li ha portati in vantaggio su calcio di punizione dai venti metri.
Quindi, siamo appena all’esordio non ci si deve affliggere, sia l’allenatore che la dirigenza materana sanno benissimo che per non correre pericoli ma soprattutto se si vuole affrontare questo campionato in maniera dignitosa si deve ricorrere ai ripari quanto prima.

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